Mutuo in Italia con busta paga svizzera

Come richiedere un mutuo in Italia con busta paga svizzera

Sono molte le persone che lavorano all’estero in maniera regolare, i cosiddetti frontalieri, e che vorrebbero richiedere un mutuo in Italia.

Gli istituti di credito, però, nonostante la residenza in Italia, non sempre erogano un prestito a qualcuno che ha un reddito all’estero in quanto se dovessero esserci dei problemi riguardanti il pagamento di una o più rate, la banca si troverebbe in difficoltà nell’esercitare il pignoramento necessario.

Come fare quindi per ottenere un mutuo o un prestito in Italia con busta paga in Svizzera? A volte è necessario presentare degli altri tipi di garanzie oppure richiedere l’intervento di un garante, che rassicura la banca in caso di ritardi o di mancati pagamenti eventuali.

Vediamo più nello specifico come richiedere un mutuo in Italia con busta paga in Svizzera.




Mutui per frontalieri

I lavoratori che risiedono in uno stato ma lavorano in un altro sono detti appunto frontalieri: gli italiani che lavorano in Svizzera sono davvero tanti, ma anche in Francia o in Austria, in virtù della vicinanza con questi paesi e le opportunità di lavoro presenti in loco.

Eppure, può capitare ai lavoratori frontalieri di aver bisogno di un mutuo in Italia e di presentare come garanzia in banca, naturalmente, la busta paga estera. In questi casi le banche possono avere dei problemi nell’erogare tale prestito e per questo sono stati pensati dei prestiti di tipo specifico.

Il prestito con busta paga in Svizzera è quindi facilmente accessibile grazie agli accordi che intercorrono tra i diversi paesi. Il mutuo con busta paga in Svizzera si avvale del cosiddetto Permesso G: il permesso G transfrontaliero viene concesso a tutti i lavoratori dell’Unione Europea ed è valido per un periodo totale di 5 anni nel caso di un lavoratore a tempo indeterminato.

Il periodo di validità del permesso G cambia in base al contratto di lavoro: se è inferiore a un anno allora la validità del permesso equivale al periodo di lavoro con l’azienda svizzera.




Per ottenere il permesso G ed essere quindi in tutto e per tutto dei lavoratori frontalieri con la possibilità di accedere a un finanziamento bisognerà rispettare determinate prerogative:

  • Avere il domicilio in uno Stato dell’Unione Europea;
  • Ritornare almeno una volta a settimana al proprio domicilio in Italia;
  • Essere impiegati presso una società svizzera oppure avere la sede aziendale in Svizzera.

Attraverso il permesso G è possibile richiedere a una banca italiana un mutuo. Il prestito con busta paga in Svizzera, è soggetto anche in Italia al suddetto permesso G. Questo viene rilasciato solitamente dal datore di lavoro svizzero e permette di accedere a un mutuo sia presso un istituto svizzero che in Italia.

Vediamo quali sono le condizioni per richiedere un prestito per frontalieri e i relativi requisiti di accesso al mutuo in Italia.

I requisiti per richiedere il mutuo in Italia con busta paga svizzera

Quando ci si appresta a richiedere un mutuo in Italia con busta paga svizzera le regole sono le stesse. In prima battuta è necessario presentare i propri documenti anagrafici:

  • Carta d’identità o codice fiscale, sia di chi richiede il mutuo che degli eventuali garanti.
  • Permesso di soggiorno in caso di cittadini stranieri.

Per accedere a un mutuo in Italia con busta paga svizzera è necessario avere tra i 18 e i 75 anni, presentare un contratto di assunzione a tempo indeterminato oppure la propria pensione transfrontaliera, e avere un conto corrente attivo in Italia. Per facilitare l’erogazione del mutuo è inoltre bene non avere in attivo una segnalazione come cattivi pagatori al Crif.




Visto che si sta richiedendo un mutuo, oltre ai documenti relativi alle proprie garanzie, come la busta paga o il cedolino della pensione, è necessario portare con sé anche la proposta d’acquisto o il contratto preliminare, la planimetria catastale, ossia il disegno registrato al catasto, e in caso di immobili in costruzione, la concessione edilizia.

Quando si richiedono prestiti in Italia con busta paga all’estero è importante conoscere il quadro delle normative vigenti. La poca conoscenza delle norme estere infatti può portare a dubbi e a principi di esclusione. Un istituto bancario che eroga il mutuo oppure la banca ha bisogno di comprendere quale sia la reale entità del reddito del richiedente, con la finalità di apprendere quali sono le garanzie che egli può fornire.

Ad esempio, quali sono le norme di licenziamento in un’azienda estera? Come verificare l’affidabilità dell’azienda per cui il richiedente lavora? Questi dubbi non fanno altro che incrementare la difficoltà di accedere a un mutuo in Italia se si ha una busta paga in Svizzera.

Nel caso, infatti, in cui lo stipendio del richiedente dovesse subire delle variazioni, come potrebbe tutelarsi la banca? Queste fonti di preoccupazione possono essere eluse tramite delle indagini approfondite oppure tramite la conoscenza, da parte dell’istituto, delle norme vigenti in Svizzera.




Un altro problema risiede nella difficoltà di lettura dei documenti esteri, come ad esempio il modello unico. I documenti in lingua straniera dovranno essere tradotti in una lingua che sia accessibile e conosciuta, come ad esempio l’inglese. Anche in questo modo si va a limare la distanza tra i due paesi e l’accesso al mutuo per frontalieri diventa più concreto.

Conclusione

Come abbiamo visto, è possibile accedere a un mutuo in Italia con busta paga svizzera oppure anche a un mutuo direttamente in Svizzera. La discriminante è spesso rappresentata dalla presenza di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a lungo periodo.

L’iter per accedere al mutuo non è molto complesso, semplicemente è necessario attenuare alcune barriere che si possono presentare, tra cui problemi linguistici di lettura dei documenti oppure credibilità dell’azienda per la quale si lavora. Infine, è necessario, così come per tutti i lavoratori all’estero, richiedere il permesso G, un documento che permette di lavorare all’estero senza problemi. Si ottiene tramite lavoro dipendente ed è indispensabile se si lavora in Svizzera per più di 90 giorni.







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